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Carrisiland

"Domani sarà una giornata molto impegnativa!"
Chiunque è venuto almeno ad un campo ha sentito questa frase ogni notte da parte di Don Giuseppe, ormai ne sono abituato.

Ma mai mi sarei aspettato una giornata come questa.

RICAPITOLIAMO
Siamo stati svegliati ovviamente a suon di "percussioni£ con mestoli e coperchi e, dopo la colazione, ci èp stato ripetuto ancora una volta che "questa sarà una giornata molto, ma molto impegnativa" accompagnata da un "mettetevi i costumi, le ragazze mettessero i leggins" e per fortuna "voi ragazzi invece i leggins non li mettete, ma stiamo scherzando?!".
Vabbè, ci andiamo a cambiare e scendiamo, io sono già pronto quindi insieme ad altre 3 persone partiamo con Don Giuseppe che ci porta all'inizio della strada che porta all'Abbazia.

VIAGGIO
Man mano arrivano tutti ed intanto arriva un pullman, saliamo e prendiamo posto senza sapere la destinazione. Appena partiti Carlo sale in cattedra con le sue barzellette (alcune veramente scandalose) e continua così per almeno 15 minuti. Subito dopo ci viene detta la destinazione "Stiamo andando a delle grotte dove si riunivano per pregare .... e i costumi vi servono perché quando piove o c'è umidità queste grotte si allagano".....................
no, non siete gli unici a non crederci, anche perché le informazioni erano confuse (a dire il vero erano più confusi Carlo Teresa e Simona che le raccontavano) e per molti questa storiella non regge.... vabbhe, chi vivrà vedrà.
Continuiamo il viaggo sempre accompagnati dalle barzellette di Carlo (che ad un certo punto verranno bloccate da Teresa perché diventate un po troppo "spinte") e dalle canzoni (aihmè diventate rigorosamente napoletane) cantate dalla frangia centrale del pullman nonché da una caduta di Gianvito.
Il viaggio continua, è passata almeno un'ora (se non di più), in questo lasso di tempo abbiamo visto molti paesini, paesaggi ecc. ma adesso si comincia a rivedere un po di "civiltà" e quindi i primi cartelli stradali...e proprio da questi parte il primo allarme.
Qualcuno (che era presente anche l'anno scorso) nota nei cartelli un comune noto, che abbiamo già visitato cioè Oria. Subito qualcuno comincia a preoccuparsi, per lui forse una gita l'anno scorso doveva essere una cosa irripetibile, ma l'ipotesi cade sempre grazie al costume: a cosa ci servirebbe il costume ad Oria? Vabbeh, lasciamo stare. Una cosa è sicura, siamo in Salento (lu sule, lu mare e lu ientu) e proprio quest'ultimo elemento preoccupa Teresa, Simona e Tommaso: il vento non è poi così forte ma è molto fastidioso e freddo.
Il viaggo continua quando, ad un certo punto, arriviamo in una strada dove si notano solamente dei cartelli che riguardano una certa Carrisiland, onestamente mai sentita, con sotto scritto "Parco Acquatico - Cellino San Marco (Bt)"
Parco acquatico? PARCO ACQUATICO!?
Beh, adesso immaginate voi l'entusiasmo a bordo del pullman.

L'ARRIVO
Tra l'entusiasmo generale, arriviamo al parco acquatico, scendiamo e ci disponiamo in file. Noi ragazzi veniamo chiamati per scaricare la roba da mangiaree le attrezzature e, dopo una decina di minuti, entriamo nella tenuta.
Ci dirigiamo velocemente (si fa per dire, la tenuta è immensa) sotto il gazzebo dove si mangia per le raccomandazioni. Io intanto insieme a qualcun'altro, vengo chiamato per occupare i lettini all'interno del parco acquatico quindi (purtroppo..) salto le solite raccomandazioni da parte di Don Giuseppe (potete immaginare) ed un piccolo momento di preghiera.

IL PARCO
Quando parlo di parco acquatico, parlo della piscina (compresi gli scivoli) e lo spazio confinante munito di lettini ecc.
Bene, io non ero mai stato ad un parco acquatico quindi non so dire se è più piccolo / più grande / come la norma, sicuramente è molto bello e molto soleggiato. Ci sono tanti lettini e due piscine separate: una per i bambini più bassi di un certo limite di altezza (130 cm se non sbaglio) e una per il resto della compagnia, tutte e due munite di scivoli (ovviamente differenziati);
nella piscina dei "bambini" c'è uno scivolo molto grande e largo a 4 corsie mentre nell'altra piscina ce ne sono 3: uno rosa a spirale (se non sbaglio, non me ne intendo) aperto, uno multicolore a 4 corsi ed uno blu (tipo quello rosa) chiuso.





NON SIAMO SOLI
Mentre aspettiamo il resto della compagnia, vediamo un altro bel gruppo di ragazzi (che poi scopriremo essere della nostra stessa tipologia) molto più ampio del nostro che proviene da Grottaglie.

ECCOCI TUTTI QUI
Finite le raccomandazioni e tutto il resto, anche il resto della compagnia entra nel parco acquatico ovviamente tutti emozionati: si guardano in torno e aspettano impazenti di poter entrare in piscina. C'è un problema però..... per entrare in piscina bisogna essere muniti di cuffia e nessuno di noi ne è munito (fortunatamente verranno acquistate immediatamente)

COMINCIAMO
Bene, costume indossato, cuffia anche, siamo pronti per andare in piscina, ma prima bisogna farsi la doccia ed il vento in questo caso non ci è molto d'aiuto: infatti le doccie sono in un luogo chiuso, dove filtra poco sole ma molto vento, e guardacaso oggi il vento è molto fastidioso e freddo ed essendo in molti, sia prima che dopo esserci fatti la doccia, possiamo assaporare la brezza di questo vento sulla pelle, certamente non un esperienza molto piacevole.
Vabbè, siamo pronti, possiamo andare in piscina,ma per andare in piscina la via raccomandata non è quella ordinaria, bensì quella degli scivoli, ed infatti quale poteva essere la prima tappa?
Ci dirigiamo verso gli scivoli (che sono appena stati aperti) e come detto ce ne sono di tre tipologie. La prima tappa per noi più giovani è obbligata e cioè quella dello scivolo a 4 corsie.





ACQUA, A NOI!
Bene, la coda è lunga, ci siamo noi del SeD ed i ragazzi di Grottaglia, l'attesa è snervante, non tanto per l'euforia, tanto per il vento che continua a soffiare. Ecco, tocca a noi.
Saliamo lungo una scala ed arriviamo in cima: la vista è bellissima, ma che ce ne frega adesso della vista? Pensiamo a buttarci.
Bene, ecco le prime raccomandazioni "Mantenetevi sulla sbarra, quando dico via partite e tenete le braccia dietro la nuca", il tempo di assimilare le istruzioni e.. "Via!"
"Ha detto via" penso e mi butto, è la prima volta, non so come o cosa sentirò quindi mi godo questi momenti. Lo scivolo è lungo ed ha dei dossi che tendono a darti velocità (ma anche qualche botta al fondoschiena). Sto tenendo gli occhi chiusi, manco il tempo di aprirli e ... plufff dritto in acqua.

GLI ALTRI SCIVOLI
Bene, adesso passata la prima tappa obbligata, possiamiamo provare gli altri due scivoli, per me quello più intrigante è quello blu: alcuni non hanno il coraggio di entrarci, qualcuno perché è chiuso e ha paura di soffocare, qualcun'altro perché ha paura di bloccarsi, ma io ci voglio provare, ed infatti mi dirigo li. Anche qui l'attesa è lunga (sempre accompagnata da frate vento) ma il mio turno arriva, sempre solita scala e sempre soliti accorgimenti. Qualcuno mi ha già detto come è strutturato questo scivolo, ma io voglio gustarmelo tutto, e questa volta terrò gli occhi aperti. Parto. Lo scivolo è molto lungo ed è piano (per questo le giunture si fanno, come dire, sentire), pieno di curve, viene impossibile capire a che punto ci troviamo. Ad un tratto c'è un cambio brusco di direzione che aumenta ancor di più la velocità di discesa: riesco a vedere il fondo, questa volta sono pronto, ho gli occhi aperti e quindi riesco a cogliere l'attimo e mi immergo. Bello, bellissimo. Adesso mi manca solo quello rosa.
Torno in coda (sempre accompagnato dal fastidioso vento) che come al solito è lunga. Tocca a me, solita scala (sto diventando ripetitivo lo so), soliti accorgimenti, parto. Questo scivolo è anch'esso piano (maledette giunture) però è forse più lento, il trato è simile a quello blu, ma sicuramente meno emozionante... ecco l'acqua....
Bene, li ho provati tutti, ora potrò sbizzarrirmi a mo di gare con Cafù, Giane e Carlo.

SIGNAGNA
Sentiamo tre fischi ma questa volta non dobbiamo uscire, dobbiamo rimanere in acqua ed in cerchio. Bene, alla parola cerchio mi sorge un pensiero "Fa che non sia il Signagna, fa che non sia il Signagna"..... bene..... era il Signagna.

Disposti in cerchio cominciamo a fare una prova, intoniamo la canzone ed a quanto pare nulla di strano, cominciamo con il Signagna vero e proprio.
Ci guardano tutti e Don Giuseppe continua a dire che è una cosa buona, perché se esce bene oltre che divertirci noi divertiremo anche il pubblico... è na parola però.
L'inizio è incoraggiante, ma appena viene gridato "90 gradi destra" il caos! Volti impauriti, persi e confusi, gente che non sa cosa fare mentre il resto della compagnia continua a fare questa coreografia, niente da fare, anche oggi il Signagna non è venuto bene, anzi, tutt'altro.

LA FOTO
Non voglio starvi a raccontare di nuovo dei nostri tuffi e delle nostre gare, quindi arriviamo direttamente al momento della foto di gruppo ad opera dello staff di Carrsiland.
Ci disponiamo per lungo di fronte al fotografo che si perde un po con la fotocamera e che, al posto di gridare il solito  "Cheese", ci fa "intonare" "Spaghetti!"
La foto è fatta, adesso bisogna vedere come è venuta. Ci dirigiamo verso una bancarella dove stampano le foto e riceviamo la nostra copia: è venuta perfettamente!

A MANGIARE
Passa ancora un oretta e arriva il "fatitico triplice fischio" che sancisce la fine della nostra permanenza all'interno del parco acquatico. "Accocchiamo" le nostre cose e ci dirigiamo verso il gazzebo dove mangieremo: fa caldo e abbiamo fame.
Per fortuna il gazzebo è coperto, siamo riparati dal sole e tira la leggera brezza che ci ha dato tanto fastidio fino a pochi minuti prima. Oggi il menù è: panino con il salame per noi, panino con la parmigiana fredda (perché fredda è meglio) per lo staff (anche se poi ne avremo anche noi).

LE ATTIVITA' E I GIOCHI
Seppur il torneo oggi sia impraticabile, non possono mancare i giochi e le attività- Bene, ci dirigiamo verso un parchetto e ci dividiamo per squadre.
SASSO CARTA FORBICI
Il primo gioco è una specie di sasso carta forbici che all'inizio non viene subito capito: ogni squadra ed ogni componente riceve un fogliettino con su disegnato il "segno" prestabilito, l'arbitro del gioco chiama una persona per squadra e c'è la sfida a carta scoperta, ovviamente dopo un turno i componenti possono scambiarsi i foglietti.

CACCIA AL TESORO
Il secondo ed ultimo gioco invece è una caccia al tesoro (ormai parte integrante di ogni campo): come per il gioco finale dell'anno scorso, la squadra deve rimanere unita grazie ad una corda legata, ci sono tre tappe, quella di Don GIuseppe, quella di Teresa, quella di Lello e quella di Federica.
LELLO
La nostra squadra come prima tapa va da Lello: questa tappa è caratterizzata dalla forza fisica: la squadra deve scegliere il volontaro più forte che dovrà trascinare ogni componente (che sarà eduto su una ciambella) da un punto X all'altro. Alla fine di questa tappa viene dato un indizio.
DON GIUSEPPE
Ovviamente, come l'anno scorso, la tappa di Don Giuseppe è la tappa intellettuale ed ovviamente, come l'anno scorso, la prima domanda è "La formula chimica dello zucchero" ed ovviamente, come l'anno scorso, non abbiamo saputo rispondere (almeno la nostra squadra). Vabbe, altre domande tipo Acido Solforico, Trisossiacido.... ecc (ora capisco perché ieri Don Giuseppe e Tommaso ne stavano parlando), dalla chimica si passa alla letteratura: Chi ha scritto il "5 maggio", perché l'ha scritto e quale verso è composto solamente da tre verbi...
TOMMASO
Tommaso? Ma come? Prima non l'hai scrito?!
Ed infatti non è una tappa ma, in piena linea con il campo, Tommaso è l'Esattore del campo che ti fa pagare il pedaggio da una tappa all'altra.
FEDERICA
La tappa di Federica è la tappa... non so come chiamarla, forse del coraggio (perché ce ne vuole) oppure del disgusto... vabbè, tralasciamo.
Federica ha un intruglio disgustoso composto da 5 elementi che dobbiamo odorare e assaggiare per poi dire da cosa è composto.
Dall'odore si capiscono subito due elementi cioè l'olio e l'aceto, ma gli altri e 3 rimangono un mistero (un disgustoso mistero) che poi scopriremo essere cacao (ma dove?!?!) sale e zucchero.
TERESA
La tappa di Teresa invece è la tappa di abilità, bisogna fare un circuito fatto di ostacoli nel minor tempo possibile.

Alla fine di ogni tappa ci è stato consegnato un indizio. La prima squadra a finire le tappe è la squadra dei Leocorni che riesce in poco tempo a decodificare gli indizi ed ad andare a vincere.

IL TRENINO E LA VISITA GUIDATA
Voi direte "Dopo la caccia è finita la giornata"... ed invece no.
Dopo una breve pausa saliamo su un trenino che ci porta all'interno di un boschetto (sul trenino Gianvito è riuscito incredibilmente a cadere), in questo bosco ci sono 3 sezioni: la sezione delle fiabe, quella dei dinosauri e quella degli animali (finti e vari).
Non voglio starvi ad annoiare descrivendovi tutto ma solo due momenti salienti: nella tappa degli animali abbiamo incontrato il Pappagallo Waka Waka che ci ha attirati per la sua capacità di ballare e cantare la celebre canzone (tant'è che è diventata la nostra mascotte);
nella tappa delle fiabe invece c'è stato un incontro inaspetatto che ha fatto scattare l'amore a prima vista tra Carlo e Sara m'pica.




ORA ABBIAMO DAVVERO FINITO, O FORSE NO....
Bene, risaliamo sul trenino e torniamo da dove siamo tornati. Ci riuniamo e ci incamminiamo verso l'uscita.
Mentre camminiamo, Don Giuseppe con un occhio di lince, vede un pony con il suo fantino, LAMPO DI GENIO: "Teresaaaa, vieni qua"
Teresa si oppone con tutte le forze ma ormai è deciso: deve fare un giro sul Pony (ed un giro equivale a 3 giri). Mentre Giancarlo si perde nel cercare la bancarella delle prenotazioni, Teresa comincia a salire sul pony contiuando a gridare "Questa me la paghi!".
Giancarlo finalmente ritorna, i giri possono cominciare, buona fortuna!




CIAO CIAO CARRISILAND
Bene, appena Teresa finisce la sua esperienza, finisce anche la nostra con Carrisiland, ARRIVEDERCI!
Sul pullman ci risistemiamo, tutti un po stanchi ed addormentati, Carlo subito si mette in cabina di regia con il mirofono e comincia prma a fare qualche barzelletta e poi a fare domande varie per neterci un po svelti.
Il viaggio d'andata era durato un'oretta e mezza, adesso quello di ritorno è molto più lungo... salutiamo il Salento (lu sule, lu mare e lu ientu) e chissà per quale motivo, facciamo una visita non programmata ad Alberobello e paesi limitrofi, che l'autista si sia perso?



Questa intensa cronostoria finisce qui, commentate e votate 



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