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Primo giorno

PRIMO GIORNO

PRIMA TAPPA: L'INCONTRO IN CHIESA
Oggi è un bel giorno, si sta bene perché non fa molto caldo visto che c'è del vento ma soprattutto oggi si parte per il Campo 2012!
Sono le 6:30 di un tranquillo lunedì di Luglio, in chiesa l'attesa scalpita, i ragazzi felici (anche se un po addormentati) arrivano con le loro valige insieme ai genitori e attendono il pullman per partire. C'è anche Germano che purtroppo non può partire con noi. Il pullman arriva, con calma ci dirigiamo verso esso e posizioniamo le valigie nei bagagliai ma notiamo che tutte le valigie non entrano, d'altronde siamo 33 ragazzi più 5 educatori al seguito (a cui si aggiungerà qualcun'altro). Allora dobbiamo salire sul pullman e dobbiamo posizionare le restanti valigie (che non sono poche) sugli ultimi posti. Mentre finiamo quest'operazione ci chiamano dicendo di riunirci tutti in chiesa. Ci mettiamo in cerchio, Don Giuseppe deve parlare: deve spiegare le regole ai nuovi, ma anche rinfrescare la testa ai ciucci vecchi. Tra gli educatori ci sono volti nuovi: oltre Teresa e Tommaso, si aggiungono quest'anno anche Donato e Desy (che comunque ci aveva fatto compagnia anche l'anno scorso) due Scout che ci faranno divertire, e non poco.
Finito questo ci dirigiamo tutti verso il pullman e saliamo, verso un altra avventura.

SECONDA TAPPA: IL VIAGGIO VERSO CAMPOMARINO
Quest'anno l'ubicazione della struttura che ci ospiterà è molto lontana, quindi per evitare macelli vari, si è deciso di prendere il pullman (un pullman blu della FSE)... comunque, come detto saliamo tutti sul pullman con Teresa che dice scherzosamente ai genitori:"Ci dovete ringraziare visto che ve li togliamo per una settimana".
Finalmente si parte, il conducente chiude le porte e pigia sull'acceleratore, i ragazzi non sono più nella pelle e cominciano ad "esultare"
Il viaggio è lungo, da Bari a Taranto sono circa due ore di strada quindi ognuno di noi cerca un modo per passare il tempo: molti di noi cominciano ad alzarsi o a cantare, mentre altri decidono di stare tranquilli seduti al loro posto, di camminare per tutto il pullman, di leggere libri o più semplicemente di dormire.
Dopo un paio d'ore si comincia a vedere un pezzo di ILVA, questo vuol dire che ormai siamo arrivati a Taranto. Dopo un paio di minuti si comincia ad intravedere il bellissimo mare di Taranto. Tutti si voltano verso i finestrini: il mare è immenso e alla nostra destra si può ammirare il famosissimo ponte girevole. Dopo un po, il mare "scompare" e continuiamo ad avanzare verso la nostra meta. Tutti scalpitanti dopo un paio di chilometri cominciamo a vedere nei segnali stradali Maruggio, ciò vuol dire che siamo vicini.
Si viaggia si viaggia e si viaggia fino a quando intravediamo di nuovo il mare, questo vuol dire che siamo vicini alla meta. Arriviamo, ad una rotonda giriamo a destra e vediamo un mare meraviglioso e una struttura bellissima anche se un po piccola. Ci fermiamo ma ci dicono di non scendere. Dopo un po risalgono Teresa e il Don e ci avvisano che abbiamo sbagliato strada. Facciamo inversione e dopo 10 minuti finalmente arriviamo alla struttura.

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IL BUONUMORE NEL PULLMAN

GIANCARLO, FRANCESCO, FEDERICA E ILENIA

CAFÙ E CARLO

TERZA TAPPA: LA STRUTTURA
Siamo arrivati. Il pullman si è ferma e pian piano scendiamo dal pullman per spostare i bagagli (che sono tanti) in struttura, li troviamo già bello pronto Donato.

Entriamo nel cortiletto della struttura, è tutto molto grande, ci sono delle pinetine e meno di venti metri c'è un mare GRANDIOSO.
La struttura è grande, a prima vista si nota subito la scritta Stella Maris sulla facciata ed una porta, da li si può entrare nel dormitorio delle ragazze mentre quello dei ragazzi è al piano "inferiore" (in cui si può accedere o da una discesa o dalle scale), vicino al refettorio. I bagni sono accanto agli stanzoni ma mancano le docce che sono esterne. La nota negativa è lo stato di pulizia della struttura, davvero pessimo. I nostri predecessori non hanno pulito per niente e infatti abbiamo trovato stanze tutte impolverate e bagni sporchi... ma vabbè, l'importante è essere li.
Ora passiamo al refettorio, stanza un po più piccola degli anni precedenti ma comunque molto accogliente. Per mangiare bisogna usare i classici tavoli e le classiche sedie di plastica. Inutile dire che anche il refettorio era in condizioni igieniche non ideali. La cucina invece è piccolissima, non possono entrarci molte persone sennò si avrebbero possibilità motorie molto ridotte. Dopo aver scaricato i bagagli, tocca (come ogni anno) scaricare la merce dal camion. C'è di tutto: dai peperoni alla pasta, dall'acqua alle bibite gassate... insomma, il solito ben di dio.

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LA STRUTTURA

PARTE DEL CORTILETTO

IL MARE


QUARTA TAPPA: LA PRIMA RAPPRESENTAZIONE, LE SQUADRE E LE ATTIVITÀ
È vero, siamo pirati... ma siamo ancora alle prime armi, non sappiamo che fare, dove andare... allora chi meglio di noi può illustrarci cosa fare e raccontarci dei nostri predecessori se non i nostri Mozzi?
Eh si parlo proprio di loro, Mozzo Mulinello e Mozzo Fragolone, seguiti da Madame Burrasca, Lady Carrucola e Lello.
Loro sono pirati di lunga data, con molta esperienza alle spalle e con un gran carisma (e anche con una gran fame, soprattutto Mozzo Fragolone). Essendo come già detto, pirati di lunga data, sanno ogni segreto, avventura e pericolo di tutti i 7 mari, saranno loro i nostri punti di riferimento. Solo che ogni nave è composta da più elementi, quindi sono da formare le ciurme.
A differenza degli altri anni, quest'anno le squadre sono state formate a sorteggio, cioè non c'è stato nessun favoritismo, come si direbbe in una partita di pallone fra amici, le squadre sono state fatte a "destino". Ci sono i cinque capo squadra: la prima a essere chiamata è Roberta, capitana del Libeccio, seguita dallo Zio (Francesco) capitano del Maestrale, poi è il turno di "Frida" (Federica) capitana dello Scirocco, Carlo capitano della Tramontana e per ultimo Giancarlo, capitano del Grecale.
Ci disponiamo per file, maschi e femmine. Ogni Mozzo/a ha in mano delle buste, fuori c'è scritto il nome del provetto pirata e dentro c'è un pezzo di mappa con il colore della squadra (in breve: Libeccio - Arancione, Maestrale - Verde, Scirocco - Rosso, Tramontana - Blu, Grecale - Giallo).
Le squadre formatasi sono: Grecale , Libeccio , Maestrale , Scirocco e Tramontana .
Ora che si sono formate, le squadre si devono riunire in gruppo per prepararsi alla prima attività. Ad ogni squadra vengono consegnati qualche pezzo di bambù e un corda (più o meno 3 metri). Per prima cosa, ogni squadra dovrà, con i fogli di ognuno dei componenti, formare la mappa, poi creare una zattera che abbia anche la vela. Le difficoltà sono molte, alcune sono instabili, altre non sembrano vere e proprie zattere, altre ancora non sanno come far reggere la vela, fatto sta che il tempo scorre e bisogna fare in fretta.
Il tempo scade, chi c'è c'è. La zattera migliore sembra essere quella della squadra del Maestrale che è quasi perfetta, le altre invece... meglio non parlarne. Il Libeccio ha addirittura creato una cosa che poco ha a che fare con una zattera, sembra più un catamarano, ma per ora si parla solo dell'estetica.

Dopo aver finito ci rechiamo dai mozzi che hanno un gioco per noi, un classico, la cipolla. La sfortuna però vuole che, il sole battente, ha riscaldato talmente tanto il terreno, che non ci si può stare sopra seduti per più di due minuti, tant'è che il gioco viene un po falsato. Dopo queste attività arriva un momento "classico" del campo. Ogni ragazzo va a prendere una maglia bianca dalla valigia perché bisogna creare la maglietta del torneo. Ci si può scrivere di tutto, l'importante è che ci sia il logo della squadra che consiste in un teschio che "soffia" una parola (abbastanza strano) che varia da squadra a squadra. C'è ci scrive delle frasi, chi fa dei disegni, chi disegna il logo del SeD e chi fa una dedica al nostro Germano.
Finisce il tempo dedicato alle magliette, bisogna chiudere tutto e prepararsi. Il tempo quando siamo arrivati era in burrasca tant'è che era abbastanza improbabile andare a mare, adesso invece le condizioni metereologiche sono migliori, anzi, adesso c'è pure dell'afa, un tempo perfetto per il mare, non trovate? Infatti Don Giuseppe dopo un'attenta riflessione decide il via libera per il mare. Tutti si mettono il costume e si ritrovano nel cortiletto, c'è un'altra cosa da fare prima di andare a mare.

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MAESTRALE, SCIROCCO E LIBECCIO

IO CHE DISEGNO

LA TRAMONTANA AL LAVORO


QUINTA TAPPA: L'ISSAGGIO DELLA BANDIERA
Ogni nave ha un suo albero maestro con la bandiera rappresentativa che sventola in alt e come ogni nave che si rispetti ce l'abbiamo anche noi. L'albero è alto, già campeggia il simbolo della rosa dei venti, ma bisogna issare la bandiera. A questo ci pensa la nostra Lady Carrucola che issa in alto la classica bandiera dei pirati (sfondo nero con teschio con ossa bianche). A questa operazione, noi "salutiamo" la bandiera che si leva con una mano sull'occhio destro.
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IL SIMBOLO DELLA ROSA DEI VENTI

La rosa

La bandiera


SESTA TAPPA: IL MARE
Ci dirigiamo verso la spiaggia. Di fronte alla struttura c'è un piccolo viattolo collegato alla spiaggia, ci dirigiamo verso di essa e rimaniamo meravigliati. L'acqua è splendida, la sabbia è pulitissima e la spiaggia è semi-vuota, insomma un occasionissima per noi. Cerchiamo un posto dove posizionarci, la sabbia è talmente fina che ci fa sprofondare ed è difficile camminare ma fa nulla, d'altronde ci dobbiamo divertire. Il Don rispiega le regole e ci da delle indicazioni: con due fischi si può entrare in acqua, con tre fischi bisogna uscire , nel caso dovessimo sentire quattro fischi, sono cavoli amari e inoltre ogni ragazzo non dovrà superare il perimetro che sarà formato dagli educatori. Il sole è fortissimo, serve la protezione. C'è chi (come me) l'ha portata da casa, mentre per chi non ce l'ha ci hanno pensato gli educatori portando ben 4/5 creme diverse. Il tempo è poco quindi... TUTTI IN ACQUA. L'acqua è splendida, il fondale è un mix di scogli e sabbia ma fa nulla, l'importante è divertirci (nei limiti comunque).... ADESSO CONTINUA TU!


 
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